La stagione estiva in Sardegna può dirsi salva per quanto riguarda l’acqua potabile e l’irrigazione. Tuttavia, le preoccupazioni si concentrano sull’autunno, quando gli invasi dell’Isola potrebbero trovarsi a meno del 50% della loro capacità. Secondo l’ultimo bollettino dell’Autorità di bacino, attualmente le dighe contengono circa 903 milioni di metri cubi d’acqua, pari al 49,5% della capacità totale.
Nonostante non si parli ancora di emergenza, il forte afflusso turistico e l’ondata di caldo previsti per il mese di agosto potrebbero aumentare significativamente i consumi. In particolare, le aree critiche della Nurra e del Sulcis, contrassegnate con un bollino rosso, richiedono particolare attenzione. Nella Nurra si sta aspettando la conclusione dei lavori sul Coghinas nel 2026, mentre nel frattempo si sta facendo ricorso al riutilizzo dei reflui depurati per sostenere l’irrigazione.
Le criticità rimangono diffuse in diverse zone dell’Isola, ma ci sono anche segnali positivi. Il Nuorese ha oltre il 50% delle risorse invasate, mentre l’Ogliastra raggiunge addirittura il 90%. Tuttavia, è necessario monitorare costantemente la situazione e sperare nelle piogge autunnali per rimpinguare gli invasi e garantire una adeguata disponibilità d’acqua in Sardegna.
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