Giovanni Luzzu non teme la morte, ma la vita che gli è rimasta. La sua esistenza è fatta di immobilità e difficoltà a comunicare, ma con serenità afferma che l’eutanasia è la sua vera libertà. La malattia lo ha privato progressivamente delle gambe, delle braccia e sta minacciando anche la sua voce. La sua storia inizia da ragazzo sardo emigrato a Roma per costruirsi un futuro, ma ora desidera trascorrere i suoi ultimi giorni ad Alghero, in riva al mare.
La diagnosi di una patologia del motoneurone nel 2019 ha segnato un tragico cambiamento nella vita di Giovanni, portandolo a una disabilità progressiva. Nonostante gli ultimi tempi passati principalmente a letto e con grandi difficoltà motorie, ha cercato aiuto presso l’associazione Luca Coscioni e ha considerato il suicidio assistito in Svizzera, ma i costi proibitivi lo hanno scoraggiato.
La recente approvazione in Sardegna di una legge sul fine vita è stata un passo importante, ma Giovanni rimane scettico sulla sua effettiva applicazione. Anche se esausto, desidera avere il diritto di scegliere la propria morte in maniera dignitosa, vicino al mare che ha scelto come luogo di pace.
La sua vicenda personale mette in luce la delicata questione dell’eutanasia e del diritto di decidere sulla propria vita. In un’attesa fatta di dolore e speranza, Giovanni continua a lottare per una morte che possa concedergli la libertà che la malattia gli ha negato.
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