Il caso di Alessandro Marini, imputato per minacce e atti persecutori nei confronti della sua ex fidanzata più giovane di 27 anni, è stato portato all’attenzione del tribunale di Sassari. Durante la requisitoria, il pubblico ministero Maria Paola Asara ha chiesto una condanna a tre anni di carcere per l’imputato, nonostante le sue difese in aula.
Secondo la Procura, Marini avrebbe mostrato un comportamento ossessivo e geloso, pedinando e diffamando la vittima in vari bar del paese. Le accuse includono minacce di morte e atti violenti, come tentativi di tamponare l’auto della ragazza e verbalmente aggredirla.
Le minacce non si limitavano alla vittima diretta, ma venivano anche estese ad altri familiari e conoscenti, creando un clima di paura e terrore intorno a Marini. Anche dopo la fine della relazione, le minacce e molestie sono continuate, coinvolgendo anche altre persone vicine alla vittima.
La situazione ha portato all’arresto di Marini e a un processo che ha visto diverse testimonianze a carico dell’imputato. Il giudice Valentina Nuvoli ha rinviato le discussioni dei legali a settembre, mantenendo nel frattempo il braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento alla vittima.
La giovane ha ricevuto la revoca dell’obbligo di dimora per Marini, ma le misure restrittive rimangono in vigore per garantirne la sicurezza. Il caso continua a tenere banco e resterà al centro dell’attenzione fino alla conclusione del processo.
Leggi l’articolo completo su: La Nuova Sardegna


GIPHY App Key not set. Please check settings