La Sacra Famiglia, dopo 34 anni, è stata sfrattata dalla gestione della struttura sportiva di viale Adua a Sassari. La vittoria del nuovo bando da parte della Marzio Lepri ha scatenato polemiche e contestazioni tra gli esponenti dell’associazione e i genitori presenti in sala parrocchiale.
Il presidente dell’associazione, Daniele Deiana, ha definito la rescissione del contratto come illegittima, soprattutto perché è avvenuta due mesi prima della sua conclusione. L’amministrazione comunale non ha fornito spiegazioni a riguardo, limitandosi a mettere a bando la struttura e concederla alla concorrente.
L’Asd ha sottolineato che la sua missione sociale è nata nel 1989 in un contesto difficile, trasformando un campo di sabbia frequentato da tossicodipendenti in un impianto sportivo con campo in erba sintetica. L’associazione ha anche presentato un progetto di riqualificazione che purtroppo non è stato preso in considerazione.
Con la rescissione del contratto, 160 bambini si ritrovano senza campo per praticare il calcio, mettendo in difficoltà anche coloro che non possono permettersi una scuola calcio. La Sacra Famiglia ha sempre supportato questi ragazzi, permettendo loro di partecipare a tornei fuori da Sassari.
Recentemente si è verificato un incidente diplomatico quando ai bambini dell’associazione è stato impedito di accedere in campo, risolto solo grazie all’intervento del sindaco. Ora, in attesa di trovare una nuova sede, la Sacra Famiglia chiede aiuto per non ridimensionare una realtà che ha segnato la storia sportiva e sociale di Sassari.
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