Un futuro incerto si profila per un bimbo di soli due anni di Porto Torres, affetto da un grave disturbo dello spettro autistico di Livello 3. La sua famiglia, stremata dalla diagnosi certificata dalla ASL di Sassari, si trova a combattere contro l’immobilismo dell’INPS di Sassari, che da oltre ottanta giorni tiene ferma la pratica per il riconoscimento dell’invalidità civile.
La diagnosi, chiara e complessa, con ritardo globale dello sviluppo e problematiche neurologiche, richiederebbe l’applicazione della “valutazione agli atti” per accelerare i tempi. Invece, l’attesa si prolunga. Ogni giorno perso è un’opportunità mancata per il piccolo, che si trova in una fase cruciale di neuroplasticità dove l’intervento precoce è fondamentale per il suo recupero.
Senza il verbale INPS, le terapie intensive e urgenti, che per legge dovrebbero essere gratuite, sono interamente a carico dei genitori. La famiglia di Porto Torres è costretta a sborsare tra i 280 e i 400 euro ogni mese per garantire le cure indispensabili, un onere economico gravoso. Non chiedono privilegi, ma l’applicazione di un diritto fondamentale.
La situazione non è isolata: molte altre famiglie nella provincia di Sassari denunciano ritardi analoghi. L’appello accorato del padre è ora rivolto all’INPS di Sassari: sbloccare immediatamente la pratica e garantire al bambino e a tutti i minori in condizioni simili il sostegno che la legge prevede, perché la loro vita non può aspettare.
Fonte: Sassaritoday


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