La Clinica Urologica di Sassari è al centro di una delicata indagine che vede coinvolto il suo primario, il Professor Massimo Madonia, formalmente accusato di peculato. La notizia, emersa in questi giorni, ha scosso la comunità medica locale e la provincia di Sassari, focalizzando l’attenzione su presunte gravi irregolarità nelle prestazioni sanitarie erogate all’interno della struttura pubblica.
Le operazioni, condotte dai Nuclei Antisofisticazione e Sanità (NAS) dei Carabinieri su mandato della Procura della Repubblica e della PM Lara Senatore, hanno portato a diverse perquisizioni. Le verifiche sono state effettuate con scrupolo sia nell’ambulatorio dell’Azienda Ospedaliero Universitaria (AOU) che nelle residenze private del Professor Madonia, del suo segretario Francesco Piras e dell’anestesista Gabriella Tedde, figure ritenute a vario titolo coinvolte.
Le indagini, in corso da diversi mesi, mirano a chiarire un complesso quadro di presunti pagamenti “in nero” per interventi e prestazioni mediche che sarebbero stati eseguiti, con cifre che potrebbero ammontare a migliaia di euro. Al momento, il legale del Professor Madonia, l’avvocato Nicola Satta, ha optato per il silenzio, mentre il professionista stesso non è stato raggiungibile per un commento. La vicenda continua a svilupparsi, mantenendo alta l’attenzione sul futuro della clinica e sulle implicazioni legali per gli indagati in una delle principali strutture sanitarie del nord Sardegna.
Fonte originale e approfondimento: Unionesarda



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