Tre anni e otto mesi di reclusione: questa la pena inflitta a un 44enne originario di Alghero, condannato ieri mattina dal Tribunale di Sassari per un lungo e drammatico periodo di maltrattamenti in famiglia. L’incubo, che si è consumato all’interno di un’abitazione di Sennori, è durato ben sette anni, dal 2012 al 2019, lasciando profonde ferite.
Le violenze e le umiliazioni, perpetrate dall’uomo nei confronti della sua ex compagna, sarebbero avvenute sotto gli occhi dei cinque figli della coppia, compreso uno nato da una precedente relazione della donna. Quest’ultimo, in particolare, è stato vittima di brutalità efferate: picchiato ripetutamente e costretto a rimanere in piedi per intere notti su una mattonella della cucina, mentre il 44enne lo schiaffeggiava e riprendeva la scena con il proprio smartphone, in un macabro rituale.
Tra gli episodi più gravi emersi durante il processo, il pubblico ministero ha evidenziato come l’uomo avesse portato il figlio della compagna in un’area periferica di Sennori, sfidandolo a un violento combattimento con un cric. Anche la compagna non è stata risparmiata, ferita in un’occasione dal lancio di una caffettiera e minacciata di morte. Oltre alla pena detentiva, il 44enne è stato condannato anche al pagamento immediato di una provvisionale di 10mila euro alle vittime, un primo passo verso la giustizia per una famiglia segnata dal terrore.
Fonte: Lanuovasardegna


