Nelle ultime ore a Sassari si è svolto un importante consiglio comunale, durante il quale è stata votata a maggioranza una mozione presentata da Stefano Manai e Anna Paola Rubattu. Il punto centrale della mozione riguardava la consegna delle chiavi della città a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Dopo un dibattito acceso che ha visto momenti di tensione, la decisione è stata presa con il sostegno di diversi gruppi politici, tra cui Sassari Progressista e Solidale, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e il Partito Democratico.
Le parole di Manai hanno sottolineato l’importanza di supportare l’operato di Albanese, difendendo la sua autonomia e promuovendo la formazione civica sulla questione dei diritti. Tuttavia, non tutti i partiti presenti in consiglio comunale sono stati d’accordo con questa scelta. Fratelli d’Italia ha espresso una forte contrarietà alla mozione, definendola strumentale e ipocrita. Il capogruppo Roberto Cadeddu ha suggerito che dietro il sostegno alla relatrice dell’ONU potrebbe celarsi una critica al governo.
Il presidente del consiglio comunale, Mario Pingerna, ha sottolineato che la consegna delle chiavi della città non è un gesto politico ma simbolico, un’onorificenza civica. Tuttavia, non tutti hanno condiviso questo punto di vista. Antonello Sassu di Sassari Progetto Comune ha proposto di dare le chiavi al cardinale Pierbattista Pizzaballa anziché alla Albanese, sostenendo che quest’ultima non rappresenta nulla se non sé stessa. Le sue parole hanno provocato uno scontro con Pingerna, che ha respinto l’accusa di antisemitismo.
Infine, il sindaco Giuseppe Mascia ha chiuso il dibattito ricordando l’importanza della sensibilità nelle decisioni politiche. Alla fine, la mozione è stata approvata a maggioranza, segnando un momento significativo nella politica locale di Sassari.
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