Il pubblico ministero Ilaria Achenza ha proposto una richiesta di condanna di due anni e sei mesi di carcere per un marito violento a Sassari. Durante il processo, è emerso che l’uomo avrebbe fatto vivere alla moglie giorni di terrore, minacce di morte e violenze fisiche, come calci, pugni e persino essere sbattuta contro una rete metallica. Le gravissime condotte contestate sono state ripercorse durante il dibattimento, con particolare attenzione alla drammatica testimonianza della figlia della coppia, che ha raccontato terribili momenti vissuti per anni tra le mura domestiche.
Le offese, le minacce di morte e le umiliazioni alla moglie erano state esternate anche davanti ad altri familiari, creando un clima di terrore e sofferenza per la donna e sua figlia minorenne. Dopo che la situazione è diventata ingestibile, la denuncia è stata inevitabile e i maltrattamenti sono finiti in un fascicolo della Procura della Repubblica. Durante il processo davanti al giudice monocratico, l’imputato ha tentato di respingere le accuse attraverso il suo difensore, ma il gup ha disposto il rinvio a giudizio.
La giudice Masala ha fissato un rinvio al 19 settembre per eventuali repliche e per la sentenza, mentre gli avvocati di parte civile e il legale difensore hanno associato le richieste di condanna proposte dal pubblico ministero. La figlia della coppia ha raccontato in aula dei momenti di violenza, vessazioni e paura vissuti per anni, fino all’inevitabile denuncia. La magistratura dovrà ora decidere il destino dell’imputato, che rischia una lunga condanna per le sue condotte violente e minacciose.
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