Il candeliere spezzato nel 2024 a Sassari ha suscitato emozioni contrastanti, con lacrime e applausi mentre veniva portato alla chiesa di Santa Maria. Oggi inizia il restauro curato dalla restauratrice Alessandra Carrieri della Soprintendenza, con l’aiuto del falegname Ferdinando Concas. Recentemente è stato svelato il nuovo cero a Palazzo Ducale, riprendendo così a danzare.
Il Gremio dei Falegnami di Sassari ha una storia che affonda le radici nelle antiche corporazioni di arti e mestieri del 1300. Un’importante corporazione nel 16° al 18° secolo, le cui abilità artigiane sono testimoniata in tutta la Provincia e nelle Chiese più antiche della città.
Dal 1381, gli artigiani falegnami convivevano con altre maestranze come muratori, fino a diventare una confraternita nel 1531. Nel 1538 fu istituito il primo statuto, con i falegnami riuniti nella confraternita “Nuestra Señyora dels Angels”. Nel 1776 nacque il “gremio de albaniles y carpinteros”.
Dopo una separazione dai Muratori, nel 1806 i Falegnami costituirono un Gremio autonomo, eleggendo San Giuseppe come Santo Patrono. Dopo contese e accordi, trovarono posto nella cappella dedicata a San Giuseppe da Copertino. Nel 1921 ottennero il permesso di partecipare alla discesa dei candelieri.
Il gremio festeggia il proprio patrono il 19 marzo e la seconda domenica di maggio, con una bandiera azzurra con effige di San Giuseppe e un corpetto decorato con bottoni dorati. I membri del gremio includono diversi ruoli come presidente, obiere, fisco maggiore, anziano, cassiere e segretario, con nomi come Romolo Abis, Gianluca Secchi e molti altri.
Antonello Poddighe è il capo candeliere, con diversi portatori che includono Enrico Sini, Vincenzo Pirino, Mario Vargiu e altri, con anche il tamburino Francesco Simola. Il Gremio dei Falegnami porta avanti una tradizione storica che rappresenta una parte importante della cultura e delle tradizioni di Sassari.
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