Mario Vincenzo Selis, 64 anni, trascorre il suo tempo libero presso la comunità “Don Graziano Muntoni” a San Giorgio, vicino a Sassari, con l’intento di aiutare i ragazzi a evitare il percorso che lui ha seguito. Selis racconta la sua storia con la speranza di influenzare positivamente almeno un giovane.
La comunità è stata fondata da don Gaetano Galia, un sacerdote e pedagogista che accoglie ragazzi in difficoltà offrendo loro una seconda possibilità. Selis sottolinea che nessuno è uno scarto, neanche chi ha sbagliato ripetutamente. La sua vita è stata segnata da difficoltà fin dall’infanzia, con l’abbandono del padre e la crescita in un quartiere problematico.
La sua vita criminale è iniziata da giovane con piccoli furti e rapine, che in seguito lo hanno portato a ricevere una lunga condanna in carcere. Nonostante le difficoltà, Selis riflette con amarezza sul tempo perso e sulle opportunità sprecate.
Dopo anni di detenzione e diverse rapine in giro per l’Italia, Selis ha avuto un’illuminazione sul suo passato criminale durante il lavoro di digitalizzazione dei fascicoli storici dell’Asinara. Questo momento ha segnato una svolta nella sua vita e lo ha spinto a desiderare un cambiamento.
Oggi, in semilibertà, Selis lavora in un ristorante ad Alghero e si impegna nel dare una mano ai giovani della comunità di don Gaetano. Ringrazia il supporto ricevuto dai giudici e dall’area educativa del carcere per aver creduto nella sua possibilità di redenzione.
Selis riflette sul passato e sull’importanza del perdono, sia verso gli altri che verso se stesso. Ora cerca di perdonarsi per il male fatto e di vivere una vita migliore per il bene dei suoi figli e in memoria di sua madre.
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