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Il Comune di Sennori adotta un Regolamento per il nido d’infanzia

© Foto: Unionesarda.it

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il regolamento del Nido d’infanzia, documento che disciplina il funzionamento del servizio comunale, definendo principi, destinatari, capacità ricettiva e criteri di ammissione.

Secondo quanto stabilito dal Regolamento, il nido d’Infanzia offre un servizio educativo per bambini da 3 mesi a 3 anni, supportando la loro crescita e socializzazione. Il Nido rientra nel Coordinamento pedagogico territoriale, promuove lo sviluppo delle potenzialità cognitive, motorie e relazionali dei bimbi, collabora con le famiglie per la cura e le scelte educative, e al momento garantisce una capacità ricettiva di 25 bambini, estendibile a 40.

L’ammissione al Nido avviene tramite graduatorie basate su criteri specifici e punteggi. In particolare, vengono stilate ogni anno due graduatorie: una valida dal 1° settembre al 31 dicembre e una dal 1° gennaio alla fine dell’anno educativo. I bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre possono frequentare fino a luglio dello stesso anno; in caso contrario, se non inseriti nella Scuola dell’infanzia, possono restare al Nido fino alla fine dell’anno educativo.

La priorità di iscrizione è data ai residenti nel comune di Sennori, e i criteri di punteggio includono situazioni familiari e disabilità. Il servizio, garantito da personale qualificato, resterà attivo da settembre a luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14, e offre attività educative, ricreative e di cura, oltre a consulenze pedagogiche, somministrazione di pasti secondo tabelle dietetiche, materiale igienico e didattico fornito dal Nido, mentre il corredo personale è a carico dei genitori. Inoltre il Nido collabora con altri servizi per garantire un sistema integrato di educazione. Il servizio promuove l’inclusione di bambini con disabilità attraverso un piano educativo individualizzato, stabilito in collaborazione tra educatori, famiglie e servizi socio-sanitari. Le famiglie devono contribuire economicamente al servizio, con tariffe stabilite annualmente, versando una quota di compartecipazione basata sulle capacità economiche del nucleo familiare.

© Riproduzione riservata.

Leggi l’articolo completo su: L’Unione Sarda

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Written by ViviSassari

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