Franco, 71 anni, è un ex pioniere del culturismo sardo con un’esistenza oggi segnata dal Parkinson. Nonostante la mente lucidissima, la malattia lo ha costretto da due mesi in una RSA del Sassarese, una condizione che l’ex campione accetta ma non come unica soluzione.
Dalla sua stanza, Franco lancia un accorato appello, trasformando il suo “sfogo” in una profonda riflessione sulla dignità e sul futuro degli anziani. Senza figli e con i familiari anch’essi in difficoltà, ha dovuto accettare l’assistenza continua, ma il costo della RSA (circa 2.000 euro mensili) erode quasi completamente la sua pensione, l’invalidità e l’accompagnamento, minacciando la vendita della sua amata casa nel cuore di Sassari.
Franco critica i programmi regionali come “Ritornare a casa”, spesso inadeguati per le barriere architettoniche, e propone una visione innovativa: “Perché la Regione non costruisce complessi residenziali cooperativi?”. Strutture dove gli anziani con esigenze di assistenza possano vivere in modo più indipendente, liberi di decidere anche le piccole cose, come lasciare la luce accesa. Il suo desiderio è semplice e potente: “Di giorno andrei nella struttura, ma di notte, mi piacerebbe dormire a casa mia”. Un grido per la libertà e la dignità di vivere le proprie scelte, anche con la malattia, nella provincia di Sassari.
Fonte: Lanuovasardegna


