Un’importante udienza si è svolta a Sassari, proseguendo uno dei processi più seguiti degli ultimi anni riguardante la destinazione dei fondi 8×1000 assegnati dalla CEI alla Diocesi di Ozieri tra il 2013 e il 2016. Sotto la presidenza del giudice Giancosimo Mura, sono imputati personaggi di spicco come Antonino Becciu, fratello del cardinale Angelo e presidente della cooperativa Spes, il vescovo di Ozieri Corrado Melis, e altri sette individui.
La Procura della Repubblica di Sassari li accusa di aver convogliato illecitamente parte di questi fondi nei conti della cooperativa Spes. Le imputazioni variano da riciclaggio e peculato per i principali accusati, a favoreggiamento e false dichiarazioni per altri. La difesa, tuttavia, sostiene l’assoluta legittimità delle operazioni, affermando che nessun denaro della CEI sia stato distratto, ma impiegato esclusivamente per progetti solidali e attività di beneficenza a Ozieri e nel territorio.
Durante l’ultima sessione, cinque nuovi testimoni, citati dal PM Gianni Caria, hanno fornito dettagli cruciali. Tra questi, un professionista coinvolto nel progetto della “cittadella della solidarietà” e un dipendente della Spes che ha illustrato le varie attività della cooperativa, dal panificio all’edilizia, e l’impiego di persone in difficoltà e con disabilità. La responsabile della contabilità diocesana ha chiarito la gestione dei fondi 8×1000, mentre i referenti delle Caritas parrocchiali di San Nicola e Monti hanno confermato di aver ricevuto regolarmente aiuti alimentari e contributi economici dalla Spes per i bisognosi, ribadendo il ruolo assistenziale della cooperativa nel contesto locale della provincia di Sassari.
Fonte originale e approfondimento: Lanuovasardegna



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