La giustizia ha messo un punto fermo sulla vicenda di Massimiliano Farci, il 59enne di Assemini condannato all’ergastolo per l’atroce femminicidio di Speranza Ponti, avvenuto ad Alghero nel dicembre 2019. La prima sezione penale della Cassazione ha infatti confermato la revoca totale di 1.755 giorni di liberazione anticipata, benefici accumulati da Farci tra il 2004 e il 2019 grazie alla buona condotta maturata durante la detenzione.
Una decisione che annulla ogni sconto di pena, inclusi quelli ottenuti per il primo omicidio, quello dell’imprenditore Renato Baldussi nel 1999. Farci, infatti, si trovava in regime di semilibertà quando ha tolto la vita a Speranza Ponti, il cui corpo fu ritrovato a fine gennaio 2020. La difesa aveva contestato la cancellazione retroattiva dei benefici, sostenendo che il secondo delitto non dovesse inficiare il percorso rieducativo precedente.
Tuttavia, la Cassazione, presieduta da Giuseppe De Marzo, ha respinto il ricorso, ritenendo il femminicidio un fatto gravissimo che dimostra una “adesione solo formale” al percorso rieducativo e una “persistente propensione alla violenza”. I giudici hanno sottolineato come Farci abbia agito per motivi economici e tentato di depistare le indagini. Con questa sentenza definitiva, Massimiliano Farci dovrà scontare l’ergastolo senza alcuna riduzione, chiudendo ogni spiraglio di benefici futuri e confermando la sua pericolosità sociale.
Fonte: Lanuovasardegna


