Una tegola pesante si abbatte su Costa Paradiso, perla del nord Sardegna. Su richiesta della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il sequestro preventivo del depuratore del noto complesso turistico. Non solo: sigilli anche a quattro piste abusive, realizzate illecitamente in aree boscate di elevato valore ambientale, destinate a ospitare condotte fognarie.
Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Sassari e dal Corpo Forestale, hanno svelato una gestione non autorizzata dell’impianto di trattamento dei reflui. I controlli hanno evidenziato scarichi con valori superiori ai limiti consentiti dalla legge e lo smaltimento illecito dei fanghi. Una situazione gravissima che ha generato un concreto pericolo di compromissione per le preziose acque della zona, il suolo e il sottosuolo.
L’area coinvolta non è una qualsiasi: si tratta di un territorio sottoposto a stringenti vincoli paesaggistici e idrogeologici, oltre a essere parte integrante della Rete Natura 2000, un sito protetto di notevole interesse pubblico. Il sequestro sottolinea l’urgenza di tutelare il fragile ecosistema della Gallura e pone l’accento sulla necessità di una gestione responsabile delle risorse naturali in contesti di pregio turistico e la provincia di Sassari.
Fonte: Sassaritoday


