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Don Gaetano Galia: La Casa di Dio Non è un Mercato

Una profonda riflessione sul Vangelo di Giovanni e l’autenticità della fede nella provincia di Sassari.

Il Vangelo secondo Giovanni (2,13-22) propone una delle scene più potenti e simboliche della vita di Gesù: la cacciata dei mercanti dal Tempio di Gerusalemme. Questa significativa riflessione, spesso riproposta nelle omelie e nelle meditazioni locali, trova oggi un’eco particolare grazie anche all’intervento di Don Gaetano Galia, una voce autorevole per la comunità ecclesiale della provincia di Sassari.

Nel passo evangelico, Gesù si trova a Gerusalemme per la Pasqua. Vedendo il Tempio trasformato in un mercato di buoi, pecore, colombe e banchi di cambiamonete, reagisce con sdegno. Con una frusta di cordicelle, purifica il luogo sacro esclamando: «Non fate della casa del Padre mio un mercato!». Un gesto che sconvolge i presenti e richiama i discepoli alla profezia dello zelo per la casa di Dio.

Don Gaetano Galia, nel suo commento, sottolinea come questo episodio ci ricordi che la fede e la spiritualità non possono essere oggetto di mercanteggio o di interesse puramente materiale. È un richiamo potente alla purezza del cuore e all’autenticità del rapporto con il divino, valori fondamentali per la comunità cattolica di Sassari e per ogni credente. Il Tempio, come rivelato da Gesù, è il suo stesso corpo, un simbolo della sua presenza viva e risorta tra noi, lontano da ogni logica commerciale.

La sua esortazione invita i fedeli sassaresi a riflettere sulla sacralità degli spazi e delle relazioni, promuovendo una spiritualità genuina e scevra da interessi terreni, essenziale per la crescita personale e collettiva.

Fonte originale e approfondimento: Sassarinotizie

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Written by ViviSassari

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