Nel suo seguitissimo spazio di riflessione “6 minuti con Dio”, Don Gaetano Galia torna a interpellare le coscienze, offrendo un monito potente e attuale che risuona profondamente nella provincia di Sassari. Partendo dal Vangelo di Matteo (4,17-23) e dalla suggestiva “chiamata degli apostoli”, il sacerdote trasforma l’antica narrazione in un pressante invito al cambiamento.
Gesù che lungo il mare di Galilea chiama Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni a lasciare le reti e le barche per seguirlo, diventa metafora di una scelta radicale per l’oggi. Don Gaetano Galia ci esorta a non rimanere inerti, a non cadere nella passività e in una devozione acritica verso chi detiene il potere, qualunque esso sia. È un appello a scuoterci, a discernere e ad agire con consapevolezza.
Il messaggio è chiaro: come gli apostoli hanno lasciato il loro passato, così siamo invitati a liberarci dalle “reti” che ci impediscono di crescere. Questo significa prendere le distanze da persone e situazioni negative, pessimiste, e soprattutto dalle prevaricazioni che spesso inquinano le relazioni e la vita sociale. Non solo nel senso spirituale, ma anche civico e comunitario, per costruire un ambiente più sano e proattivo.
Questa riflessione di Don Galia si configura come un vero e proprio stimolo per i cittadini di Sassari e dell’intera provincia a riscoprire la forza dell’azione e della conversione autentica, intesa non solo come atto religioso, ma come trasformazione profonda del proprio approccio alla vita e alla società. Un richiamo a essere protagonisti del proprio destino e di quello della comunità.
Fonte: Sassarinotizie
