Sassari – Colpo di scena nell’aula del Tribunale per i Minorenni di Sassari, dove Emanuele Sircana, 21 anni, imputato per l’omicidio volontario e vilipendio di cadavere di Mario Sedda, ha scelto di rompere il silenzio. Il giovane nega con fermezza di aver ucciso il poeta di strada di Porto Torres, ma ammette di essere stato presente la notte tra il 29 e il 30 marzo 2021, fornendo una versione dei fatti che scuote le fondamenta del processo.
Sircana ha raccontato di aver assistito all’aggressione mortale, descrivendo un’altra persona che avrebbe colpito Sedda con pugni, una pietra e un coltello. Un individuo “fuori di sé”, agitato, che dopo il delitto si sarebbe rivolto minacciosamente verso di lui, spingendolo alla fuga per la paura che la violenza potesse estendersi anche alla sua persona.
L’avvocata Alessandra Delrio, difensore di Sircana, ha sottolineato la coerenza del racconto del suo assistito e ha portato all’attenzione elementi inediti, come messaggi di scuse ricevuti da Sircana da parte di una persona presente quella notte. “Ci chiediamo perché qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa proprio a lui se fosse stato l’autore del delitto”, ha ribadito il legale.
Il dibattimento, che ha visto anche le testimonianze della madre e della compagna dell’imputato su relazioni e presunte minacce, entra ora nella sua fase conclusiva. La prossima udienza è fissata per il 24 settembre, anticipando una discussione finale che potrebbe avvenire già il 22 ottobre.
Fonte: Lanuovasardegna









