Nel cuore di Sassari, i gradini del Duomo di San Nicola sono caldi di sole mentre Gabriele Salis, noto come Lelle in città, si siede accanto alle sue figlie Federica e Francesca. È meta mattina, e qualche turista alza gli occhi verso la maestosa facciata della cattedrale senza sapere che proprio lì si sta svolgendo una delle storie più importanti della musica sarda degli ultimi trent’anni.
Gabriele ricorda il 1996, quando insieme a Andrea Parodi diede vita a Tronos, con l’obiettivo di portare le voci della Sardegna al di là del mare. Quell’idea si è trasformata nel tempo, diventando un colosso culturale con un nome potente: Tronos, che significa tuono in sardo. Le figlie, Federica e Francesca, raccontano dei cambiamenti nel corso degli anni, tra viaggi, musiche e suoni.
Tronos inizialmente produceva cassette, mantenendo vive le tradizioni musicali sarde, ma con il tempo è cresciuta e si è evoluta. Oggi Tronos Digital si occupa della distribuzione online, portando la musica sarda a un pubblico globale. La casa discografica ha collaborazioni prestigiose e un ampio catalogo che spazia in tutto il mondo.
Le sorelle Salis parlano con orgoglio degli artisti prodotti da Tronos, come Tazenda, Giovannino Giordo e Rico Femiano. L’evoluzione digitale ha portato nuove sfide, ma brani come “Amori Sinzeru” dei Sassari Vecciu continuano a riscuotere successo a distanza di anni, rilanciati anche dalla Torres per la campagna abbonamenti di quest’anno.
Gabriele guarda il Duomo con nostalgia e gratitudine, raccontando come una canzone registrata più di 20 anni fa sia ancora ascoltata oggi in tutto il mondo. Tronos ha saputo adattarsi ai tempi e mantenere viva la musica sarda, continuando a essere un punto di riferimento nel panorama musicale dell’isola.
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