Una nuova e preoccupante emergenza sta colpendo il settore della raccolta differenziata nel Nord Sardegna, in particolare per quanto riguarda la plastica. L’Unione dei Comuni del Coros ha sollevato un grido d’allarme, segnalando disservizi e interruzioni che minacciano la regolarità del servizio in diversi centri della provincia di Sassari.
Il primo campanello d’allarme è risuonato a Cheremule, dove lo scorso sabato 29 la società Formula Ambiente, responsabile dell’igiene urbana, ha comunicato l’impossibilità di effettuare il ritiro della plastica. La motivazione principale è stata la chiusura dell’impianto di conferimento di Tergu, rendendo vano ogni tentativo di smaltimento alternativo nella zona.
La crisi si è rapidamente estesa, coinvolgendo anche il comune di Osilo. Qui, a partire da martedì 2 dicembre e a tempo indeterminato, la raccolta ordinaria di plastica e lattine non sarà garantita, né attraverso il consueto servizio porta a porta né tramite i centri di conferimento. L’Unione dei Comuni ha assicurato aggiornamenti costanti, ma la situazione rimane critica.
Alla radice del problema vi è una questione economica più ampia: il costo della produzione della plastica riciclata è diventato insostenibile rispetto all’acquisto di quella vergine. Questo ha spinto numerosi riciclatori a sospendere o interrompere il ritiro dai Centri di selezione, con la seria prospettiva di bloccare completamente la raccolta differenziata in un numero crescente di comuni del territorio sassarese e oltre.
Fonte originale e approfondimento: Unionesarda



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