Corso Vittorio Emanuele II non è solo una strada, ma l’anima di Sassari, la sua “spina dorsale” che attraversa il cuore del centro storico. Da secoli, questo asse vibrante unisce epoche diverse, dalle botteghe medievali ai palazzi ottocenteschi, raccontando l’evoluzione urbana a ogni passo.
È qui che la città si ferma per la sua manifestazione più sentita: la Discesa dei Candelieri. La Faradda non è immaginabile senza il suo passaggio solenne lungo il Corso, rendendolo un palcoscenico vivo dell’identità cittadina e un simbolo riconosciuto a livello internazionale.
Negli ultimi anni, il Corso è stato protagonista di una profonda trasformazione. Interventi sulla pavimentazione, i sottoservizi e la riduzione del traffico veicolare mirano a restituire l’area ai pedoni, valorizzandone la bellezza storica e la vivibilità. Queste riqualificazioni si inseriscono in un piano più ampio di rigenerazione urbana, sostenuto anche da fondi PNRR come il programma Pinqua, che punta a ripopolare il centro storico e a modernizzare gli spazi pubblici.
Progetti come quelli per Piazza Sant’Antonio, direttamente collegata, rafforzano questa visione, rendendo l’intera zona più armoniosa e funzionale. Nonostante le sfide tipiche dei centri antichi, il Corso Vittorio Emanuele II rimane un fulcro strategico per Sassari, un luogo utile, simbolico e in continua rinascita, pronto ad accogliere nuove generazioni e a preservare la sua storia millenaria.
Fonte: Sassaritoday


