Ancora un capitolo inatteso si aggiunge alla complessa vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Angelo Maria Piras, l’allevatore di Lula assassinato a fucilate il 25 gennaio 2015. La Corte di Cassazione ha infatti annullato la condanna a 21 anni di reclusione inflitta ad Alice Flore, ex cognata della vittima, per concorso morale e materiale nell’omicidio.
I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dalla difesa di Alice Flore, rappresentata dagli avvocati Francesco Lai e Potito Flagella. La sentenza, emessa nel giugno dello scorso anno dalla Corte d’Assise d’Appello di Cagliari, è stata quindi annullata con un nuovo rinvio alla stessa Corte d’Assise d’Appello per una nuova pronuncia. Si tratta della seconda volta che la Cassazione interviene in questa intricata saga legale, rimandando il processo.
La storia giudiziaria è stata un susseguirsi di colpi di scena: inizialmente assolti in primo grado, Alice Flore e il marito Nico Piras (fratello della vittima, a sua volta ucciso a Lula nell’ottobre 2023) erano stati poi condannati a 24 anni in Appello a Sassari. Tale condanna fu annullata dalla Cassazione con rinvio a Cagliari, dove Flore era stata nuovamente condannata a 21 anni, sentenza ora cancellata.
Il caso di Angelo Maria Piras continua a mantenere la comunità di Lula con il fiato sospeso, in attesa di una sentenza definitiva in una delle pagine più oscure della cronaca locale.
Fonte: Sassaritoday

