Un futuro incerto pende sulla sede sassarese di Cerved, dove 65 lavoratori, in maggioranza donne, si trovano a fronteggiare una situazione di profonda preoccupazione. Al centro dello scontro vi è il gruppo guidato da Andrea Pignataro, l’uomo più ricco d’Italia, accusato dai sindacati di mettere a rischio non solo i diritti acquisiti ma l’esistenza stessa della sede locale.
Cerved, colosso della finanza italiana specializzato nel rating delle imprese, è diventata, secondo Maddalena Ruiu, segretaria generale Filcams Cgil Sassari, il “termometro dell’economia” che però “non si sta occupando dello stato di salute dei suoi dipendenti”. La mobilitazione è culminata ieri con un presidio in Piazza d’Italia a Sassari, in concomitanza con lo sciopero nazionale di 2.700 lavoratori indetto da Cgil, Cisl e Uil.
Le lamentele sono molteplici: dalla contrattazione integrativa ferma al taglio delle ore di smart working, dal mancato adeguamento dei buoni pasto a un sistema di valutazione delle performance (PIP) giudicato iniquo. Il timore più grande è lo smantellamento attraverso incentivi all’uscita che, sebbene allettanti, minacciano l’organico e il presidio locale. “Sessanta lavoratrici sono un patrimonio che non si può disperdere in un territorio come il nostro,” conclude Ruiu, evidenziando il rischio di perdere professionalità irrecuperabili per l’occupazione femminile e per la provincia di Sassari, anche sullo sfondo dell’avanzamento dell’Intelligenza Artificiale.
Fonte: Lanuovasardegna

