Il sistema penitenziario sardo presenta un marcato paradosso, con dirette implicazioni per la provincia di Sassari. L’isola, unica in Italia (con Molise e Valle d’Aosta), non offre sezioni a custodia attenuata, ideali per percorsi di reinserimento con barriere fisiche minime. Eppure, la Sardegna è leader nell’adozione della vigilanza dinamica, un modello gestionale che coinvolge 746 detenuti, oltre il 30% della popolazione carceraria regionale.
Il carcere di Bancali, a Sassari, incarna questa strategia. Qui, la vigilanza dinamica consente di gestire profili complessi, inclusi numerosi detenuti in regime di alta sicurezza e al 41-bis. Con le celle aperte gran parte del giorno e un monitoraggio tecnologico, si favorisce una maggiore autonomia dei detenuti nelle attività trattamentali, bilanciando sicurezza e l’esigenza di un ambiente meno restrittivo in un polo carcerario cruciale per il nord Sardegna.
Nonostante l’assenza di una vera custodia attenuata, il modello dinamico cerca di promuovere responsabilità e opportunità di reinserimento. La sfida per Sassari e per l’intera regione è ottimizzare questi approcci, garantendo un equilibrio efficace tra sicurezza e finalità rieducative.
Fonte: Sassaritoday


