Sassari – L’allevamento di maiali nella borgata di Caniga si avvia verso la chiusura definitiva. Nelle scorse ore, Polizia Locale, Corpo Forestale e ASL hanno consegnato ai gestori, i fratelli Antonio e Andrea Moro, il provvedimento interdittivo del Suape. Il documento, proposto dalla Città Metropolitana, ordina lo sgombero dell’attività entro un mese, dichiarando irricevibile la Dichiarazione Unica Abilitativa.
Al centro della controversia, come spiegano i Moro, vi è la richiesta di un “biofiltro”, un dispositivo che, a loro dire, nessuna attività simile in provincia possiede. “Lo vogliono mettere soltanto a noi”, affermano i fratelli, sottolineando che il problema non è la distanza dalle abitazioni, ma esclusivamente questo presunto requisito, ritenuto non necessario per la loro tipologia di allevamento.
Mentre i gestori si preparano a una “guerra di carte bollate”, ribadiscono di aver sempre rispettato le normative e di aver ricevuto inizialmente i permessi per operare. “Poi per varie pressioni tutto è cambiato”, aggiungono, riferendosi alle proteste sorte sin da ottobre, da parte del comitato “L’elefante nella stanza” e di associazioni ambientaliste. Anche un consigliere comunale aveva in passato confermato la regolarità, prima del cambio di rotta che ha portato all’attuale provvedimento di sgombero.
Fonte: Unionesarda



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