Ci sono date che obbligano a fermarsi, a guardarsi attorno e a domandarsi in che mondo stiamo crescendo i nostri ragazzi. Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è una di quelle. Al Pischedda di Bosa lo sanno bene: per questo la scuola ha deciso di trasformare una mattina in un laboratorio vivo di pensieri, emozioni e responsabilità condivisa.
L’evento
Dalle 11:20 alle 13:20, nell’Aula Magna, le classi 2B, 2C e 2D porteranno letture, testimonianze, musica e piccoli frammenti teatrali. Un modo per dire ai ragazzi: “Questo tema vi riguarda, ci riguarda. Non è qualcosa che succede altrove”.
Il progetto rientra nel percorso di Educazione civica e nell’impegno dell’istituto per costruire una cultura del rispetto e della parità, quella che dovrebbe stare alla base di ogni relazione sana. Qui non si parla solo di femminicidi – sebbene i numeri di quest’anno basterebbero da soli a riempire un’aula – ma di tutte quelle forme di violenza che passano per le parole, per il silenzio, per la mancanza di empatia, per il non vedere l’altro.
A ricordarlo in modo chiarissimo è la professoressa Paola Pintus, che guida il progetto con le classi: “Credo che sia fondamentale che i ragazzi diventino padroni degli spazi in cui vivono e che riflettano insieme su questa giornata. Il 25 novembre non deve essere un rito, ma uno step da cui partire. La violenza non è solo il femminicidio: è mancanza di rispetto, è il non saper usare le parole. E la scuola deve essere protagonista di questa educazione”.
Durante l’incontro, sarà dedicato un momento a ricordare le donne uccise nel 2025 per mano della violenza maschile.
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Fonte originale e approfondimento: Sassaritoday



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