Bonorva, nel cuore del Sassarese, sta vivendo un’emergenza duplice che mette a dura prova l’intera comunità: severe restrizioni idriche e un sistema sanitario territoriale al collasso. Il sindaco, Massimo D’Agostino, esprime la sua profonda stanchezza e preoccupazione per una situazione che rischia di diventare la triste normalità.
La fornitura d’acqua, risorsa essenziale, è distribuita a giorni alterni, con interruzioni che superano le 30 ore consecutive in molte abitazioni. Quando l’acqua finalmente riappare, è spesso torbida, rendendola quasi inutilizzabile. Questo disagio quotidiano colpisce duramente famiglie con bambini, anziani e persone con disabilità, costrette ad affrontare sfide igienico-sanitarie senza un bene primario.
A questa crisi idrica si aggiunge il dramma della sanità. D’Agostino, medico prima che primo cittadino, denuncia le interminabili liste d’attesa per visite specialistiche e le condizioni critiche negli ospedali della provincia di Sassari. Pazienti costretti a lunghissime attese nei pronto soccorso, a volte per oltre 15 ore, solo per essere rimandati a casa o per sentirsi dire che un esame è prenotabile con mesi, se non anni, di ritardo. La burocrazia e le carenze organizzative soffocano ogni tentativo di fornire un’assistenza adeguata.
Il sindaco lancia un appello affinché la politica intervenga concretamente, superando l’ignavia, prima che questa precarietà diventi la nuova, inaccettabile realtà per i residenti di Bonorva e dell’intero Sassarese.
Fonte originale e approfondimento: Unionesarda









