L’incantevole costa dell’Asinara, da Punta Trabuccato a Cala Reale, è al centro di un ambizioso progetto di recupero ambientale. Quasi quattro chilometri di litorale, per circa cento ettari di straordinario interesse naturalistico e scientifico, saranno liberati dai segni lasciati dal passato carcerario dell’isola.
Il Parco Nazionale dell’Asinara, con un finanziamento di oltre 842mila euro dal Ministero della Transizione Ecologica, sta guidando l’iniziativa, rientrante nel più ampio piano di “Adattamento ai cambiamenti climatici”. L’obiettivo è ripristinare le condizioni di naturalità, rimuovendo discariche di calcinacci, rifiuti edili e plastiche che per decenni hanno deturpato ecosistemi delicati, come evidenziato anche dallo studio del naturalista Francesco Lecis.
Gli interventi si concentreranno su diverse aree chiave. A Cala Reale sorgerà una pedana multifunzionale in legno e recinzioni per proteggere gli habitat, mentre vicino alla Cappella di Trabuccato sarà installata un’altra barriera lignea. Si provvederà alla manutenzione dei muretti a secco tradizionali e all’eliminazione delle reti metalliche, facilitando la conservazione del paesaggio. Saranno inoltre riadattate le vie di accesso pedonale al mare per una fruizione sostenibile e realizzate piccole aree di sosta con ombrari, panchine e cartellonistica didattica, migliorando l’esperienza dei visitatori senza compromettere la preziosa biodiversità dell’isola. L’Asinara si avvia così verso un futuro più verde e resiliente.
Fonte originale e approfondimento: Unionesarda



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