Un altro clamoroso colpo di scena ha sconvolto il giallo dell’omicidio di Alessio Ara: la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna all’ergastolo inflitta all’allevatore di Mores, Vincenzo Unali, per l’omicidio avvenuto il 15 dicembre 2016. Ara, un operaio di 37 anni, è stato freddato con due fucilate mentre si apprestava ad entrare in casa della madre a Ittireddu.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dal penalista Pietro Diaz, annullando la sentenza della Corte di Assise di Cagliari e ordinando un nuovo processo contro Unali. Questo è il quarto processo che si celebra sul delitto, con cinque sentenze pronunciate finora.
In primo grado, nel 2020, l’allevatore di Mores era stato condannato all’ergastolo per aver ucciso l’uomo che, secondo gli atti, corteggiava una delle sue figlie. L’avvocato Pietro Diaz ha sempre contestato la correttezza della valutazione delle prove a carico di Unali, in particolare di una traccia di DNA trovata in uno straccio che, secondo l’accusa, sarebbe stata utilizzata per avvolgere l’arma del delitto. La famiglia di Ara è rappresentata dall’avvocato Luigi Esposito.
In questa intricata vicenda giudiziaria, la verità su chi sia il vero responsabile dell’omicidio di Alessio Ara sembra ancora lontana dall’essere chiarita.
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