Nel cuore del Goceano, Anela, come molti paesi sardi, affronta la sfida dello spopolamento. Ma da questa preoccupazione è nata un’iniziativa straordinaria che supera i confini geografici, unendo i suoi figli sparsi per il mondo.
L’idea è di Gianraimondo Farina, anelese di classe 1976 residente in Lombardia, che ha dato vita a “Anelesos in su mundhu”, un gruppo WhatsApp pensato per ricucire il legame tra gli emigrati e le radici della loro comunità d’origine. L’agorà digitale è un punto d’incontro per discutere la storia, la poesia, l’arte, lo sport e le figure che hanno plasmato Anela, dal deportato Giovanni Usai all’avvocato Giuseppe Sanna Sanna.
Con il supporto di co-amministratori come Gianmario Virdis da Sassari e l’impegno di figure locali come l’ex sindaco Tonino Dettori, il gruppo si riunisce settimanalmente in chat live. A leggere le poesie di Giuseppe Flore è Mario Dettori, mentre interventi di spicco includono l’ex pugile Mario Sanna “Mirello” e la scrittrice Adriana Valenti Sabouret.
Questa “altra Anela”, come la definisce Farina, è un motore di crescita culturale e di aiuto concreto per il paese. Il progetto ambisce a diventare un’associazione, simboleggiando un abbraccio tra la Sardegna “di dentro” e quella “di fuori”, mantenendo viva quella “catena che lega il sardo all’isola amena”, come recitava il poeta Nicolino Pianu.
Fonte: Lanuovasardegna



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