L’avanzata dell’Intelligenza Artificiale (IA) pone un serio interrogativo sul futuro occupazionale in Sardegna, con un’eco significativa anche per la provincia di Sassari. La UIL Sardegna lancia un allarme concreto: quasi 60.000 posti di lavoro nell’Isola potrebbero scomparire in uno scenario di piena automazione. Fulvia Murru, segretaria regionale del sindacato, sottolinea l’urgenza di “non lasciare soli i lavoratori” di fronte a una transizione digitale già in atto.
La Sardegna si distingue nel panorama nazionale per la rapida adozione dell’IA, posizionandosi al terzo posto in Italia. Attualmente, il 23,4% delle imprese sarde con dipendenti, incluse numerose realtà nella provincia di Sassari, utilizza già soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Le applicazioni sono varie: dalla gestione economico-finanziaria al marketing, dalla relazione con i clienti alla sicurezza informatica, impattando settori cruciali per l’economia locale.
Di fronte a questi numeri, che vedono 4.967 imprese nell’Isola (di cui 1.161 artigiane) già operative con l’IA, la UIL invoca una strategia coordinata. È fondamentale, secondo Murru, investire in “formazione continua, tutele occupazionali e una governance dell’IA che metta al centro diritti e dignità del lavoro”. Solo così la provincia di Sassari e tutta la Sardegna potranno affrontare questa sfida tecnologica trasformandola in opportunità di crescita sostenibile.
Fonte originale e approfondimento: Sassaritoday



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