Una donna di 43 anni, residente ad Alghero, è stata assolta “perché il fatto non sussiste” dal Tribunale di Sassari, ponendo fine a un processo per maltrattamenti nato dalla denuncia dell’ex-marito e della figlia. Nonostante un elenco di accuse molto pesanti, che spaziavano da violenze fisiche ai danni dei familiari a presunti maltrattamenti di animali domestici, il collegio giudicante ha pronunciato una piena assoluzione.
Le contestazioni iniziali, dettagliate nella richiesta di rinvio a giudizio, descrivevano una condotta violenta, con episodi come l’aver colpito un gatto o lanciato tartarughe, oltre a aggressioni verso l’ex-marito di 64 anni e la figlia di 21. La denuncia era stata presentata dall’uomo dopo la separazione, descrivendola come una donna spesso in preda all’ira e incline a scagliarsi contro di loro e a danneggiare oggetti.
Tuttavia, il fulcro del processo si è rivelato essere la mancata conferma delle accuse in aula. Il marito, sentito dal collegio presieduto dal giudice Giancosimo Mura, non è riuscito a contestualizzare i fatti né a ribadire le accuse presentate in precedenza al commissariato di Alghero. Questa inconsistenza ha portato l’avvocato difensore Francesco Sasso a chiedere l’assoluzione, richiesta a cui si è unito anche il pubblico ministero Angelo Beccu, riconoscendo la mancanza di prove concrete. L’assoluzione con formula ampia evidenzia la debolezza del quadro accusatorio emerso durante il dibattimento.
Fonte originale e approfondimento: Lanuovasardegna



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