La giustizia ha emesso il suo verdetto su una violenta disputa familiare che ha scosso Pattada, nella provincia di Sassari. Due fratelli sono stati entrambi condannati a nove mesi di reclusione, con pena sospesa, per un’aggressione reciproca nata da una contesa ereditaria.
La vicenda, risalente al 2021, ha visto un banale raccolto di albicocche trasformarsi nel detonatore di antichi rancori legati a una successione. Ciò che sembrava un gesto tollerato – raccogliere frutti da un albero i cui rami sconfinavano – ha scatenato una furia inaudita, portando a morsi e colpi inferti con un cacciavite.
Uno dei contendenti, assistito dall’avvocato Sabina Useli, ha riportato le conseguenze più gravi: un’invalidità permanente del 7%, oltre trenta ferite da cacciavite al torace e numerosi morsi che gli hanno strappato lembi di pelle. L’altro fratello, difeso dall’avvocato Gian Paolo Campus, aveva a sua volta denunciato aggressioni reciproche.
Il giudice monocratico Sara Pelicci ha riconosciuto la responsabilità di entrambi, stabilendo un risarcimento reciproco ma maggiore per la vittima più gravemente ferita. La difesa del fratello con le lesioni più serie ha già annunciato ricorso in appello, contestando l’applicazione della medesima pena a fronte di un danno fisico così differente. Una storia che evidenzia le tensioni latenti nelle dinamiche familiari quando subentrano questioni economiche, nel cuore del Logudoro.
Fonte: Lanuovasardegna








