La Sardegna piange la scomparsa di Bachisio Bandinu, intellettuale acuto e libero pensatore, venuto a mancare all’età di 87 anni. Originario di Bitti, nel cuore della Barbagia, Bandinu aveva scelto Olbia come sua residenza da molti anni, mantenendo però un legame indissolubile con le sue radici.
Antropologo, giornalista e scrittore, Bandinu ha dedicato l’intera esistenza a “decodificare la complessità della Sardegna”, offrendo analisi mai banali sulle fratture sociali e la transizione dell’Isola verso la modernità. Il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, ha espresso profondo cordoglio per la perdita di “Bachireddu”, ricordando il suo costante ritorno e la sua presenza agli appuntamenti culturali e politici del paese.
Voce lucidissima nel dibattito pubblico, Bandinu non ha mai ceduto ai cliché del folklore, affrontando temi scomodi come l’evoluzione della criminalità sarda, da contesti agro-pastorali a derive globalizzate. Sosteneva con forza la necessità di un’“identità aperta”, saldamente ancorata alla lingua e alla cultura, per affrontare le sfide della globalizzazione senza smarrire l’anima autentica.
Tra le sue opere più significative spiccano “Costa Smeralda”, “Il re è un feticcio” e “Lettera a un giovane sardo”, testi che hanno segnato il pensiero contemporaneo sull’Isola. La sua lezione più grande rimane l’invito a guardare la Sardegna con occhi liberi da illusioni, ma sempre carichi di speranza, un messaggio potente per tutta la provincia di Sassari e oltre.
Fonte: Sassaritoday


