PORTO TORRES. I forti dissidi tra Novamont e la multinazionale Eni preoccupano anche il sindaco Sean Wheeler e lo stesso primo cittadino ha deciso di convocare un consiglio comunale in seduta straordinaria e “aperta” alle 9 di martedì 7 dicembre. Il primo appuntamento è nella sala consiliare del palazzo di piazza Umberto I per la trattazione del Protocollo di intesa sul progetto chimica verde, e gli stessi lavori consiliari potrebbero poi proseguire di fronte allo stabilimento Matrìca in via Marco Polo. Alla riunione sono stati invitati anche l’amministratore delegato dell’’Eni Claudio Descalzi, l’amministratore delegato di Syndial Vincenzo Maria Larocca e l’amministrazione delegato di Novamont Catia Bastioli. Oltre ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, al presidente della Regione Francesco Pigliaru e alle tre assessore regionali Donatella Spano, Virginia Mura e Maria Grazia Piras. Tutti al capezzale del “malato”, dunque, per discutere sull’incertezza che regna attualmente all’interno dell’area della Marinella. Dove sono state completamente disattese quelle rassicurazioni sulla prosecuzione di quel progetto siglato qualche anno fa, con tanto entusiasmo e speranza da politica e parti sociali. Ora la situazione sta diventando critica perché Novamont sembra volersi defilare dal progetto e le famiglie dei lavoratori dell’indotto sono molto preoccupate di queste novità, che non fanno altro che acuire il malcontento già esistente. Le segreterie nazionali, regionali e territoriali delle organizzazioni sindacali avevano denunciato nei mesi scorsi la mancanza di dettagli sugli investimenti da realizzare nell’ex petrolchimico e delle reali prospettive future al progetto e al sito di Porto Torres con i suoi 500 lavoratori diretti e altrettanti indiretti. La “fase tre” del progetto chimica verde è infatti bloccata da mesi e viene dunque a mancare anche la costruzione del previsto impianto di bioplastiche. Il presidente Pigliaru ha già scritto al premier Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, chiedendo un tavolo nazionale di confronto per chiarire una volta per tutte gli impegni industriali assunti da Eni e Novamont. Favorire la reindustrializzazione del polo industriale di Porto Torres era e resta l’obiettivo

della Regione e delle organizzazioni sindacali. Ora si tratta di capire cosa intende fare il governo gialloverde per far rispettare gli accordi sottoscritti e far decollare finalmente il progetto di riconversione industriale, compreso in tanto atteso avvio delle bonifiche ambientali.

fonte: La Nuova Sardegna