SASSARI. Uno studio dell’Università di Sassari prospetta nuove possibili tecniche di coltivazione del riso con risultati promettenti su diversi fronti. Con un articolo pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, un gruppo di ricerca condotto dai docenti Antonino Spanu e Gavino Sanna offre ampia documentazione a sostegno dell’irrigazione per aspersione, quale tecnica innovativa in grado di ridurre mediamente del 20% la concentrazione di cadmio nel riso, abbattendo parallelamente sia il consumo di acqua irrigua che l’emissione di gas a effetto serra. Poiché in molti Paesi il riso costituisce di fatto l’unico apporto calorico significativo, diminuirne i livelli di tossicità rappresenta un obiettivo di prioritaria importanza. Il riso però è anche la principale fonte di assunzione alimentare di cadmio, un elemento sempre dannoso per la salute, tanto che l’European Food Safety Authority ha fissato in 2,5 microgrammi per chilo corporeo il limite massimo tollerabile settimanalmente dall’organismo umano.

fonte: La Nuova Sardegna