SASSARI. I locali dell’ex circoscrizione che ospitano l’ambulatorio del medico di famiglia nella borgata di Caniga sono di nuovo agibili. Con gli operai comunali che hanno completato la “rifrescatura” degli interni. Ma le porte dell’ambulatorio sono ancora sbarrate. La dottoressa, che a metà giugno aveva chiuso lo studio lamentandosi della presenza di muffa sulle pareti che rendevano i locali non idonei, si è infatti messa in ferie. E gli abitanti della borgata, che già erano sul piede di guerra per la sospensione del servizio, insorgono.

A dargli man forte l’intercomitato di quartiere. «Dopo i lavori – attacca Giuseppe Losito a nome dell’organismo che riunisce i comitati di quartiere cittadini – lo studio è pronto per essere nuovamente frequentato dai pazienti senza che la loro salute venga messa in pericolo dall’umidità e dalla muffa e anche i medici designati potranno continuare a operare in un ambiente salubre e pulito. Lo studio medico però, nonostante sia stato risanato e reso agibile, non ha ancora riaperto i battenti e, a quanto pare, la titolare risulterebbe in vacanza per il godimento delle proprie ferie annuali».

«Il comitato di quartiere di Caniga La Landrigga Monte Oro, tramite il presidente Vanni Azzena – continua Loriga – ha già richiesto con fermezza, sia all’amministrazione comunale sia all’Asl di intervenire con urgenza affinché sia nominato un sostituto, almeno fino al rientro dalle ferie della dottressa Adriana Amadu. L’intercomitato dei quartieri, altresì, tramite la propria coordinatrice Rina Nurra, fa propria la protesta del Comitato di Caniga in quanto ha ritenuto la richiesta più che legittima e condivisibile. Non si può infatti pensare di tenere un quartiere della periferia di Sassari senza un presidio medico efficiente. Oltre a servire circa 6000 abitanti di Caniga, infatti, l’ambulatorio è frequentato dagli abitanti residenti a La Landrigga, Mone Oro e le zone limitrofe quali Prato Comunale, Mastru Santu, Caffè Roma, Li Bombi e Predda Niedda. Per questo importante servizio il Comitato chiede che l’ambulatorio resti aperto tutti i giorni e venga potenziato anche con un medico pediatra. Oltre al disservizio causato dalla chiusura dell’ambulatorio gli abitanti della borgata lamentano, altresì, la chiusura dell’ufficio comunale della circoscrizione, costringendo i residenti a faticosi pellegrinaggi all’ufficio anagrafe di città».

«L’intercomitato di quartiere – chiude Losito –si farà promotore di un intervento presso le amministrazioni interessate affinché siano ripristinati urgentemente i servizi essenziali nella borgata residenziale di Caniga, abitato in misura preponderante da anziani e pensionati».

fonte: La Nuova Sardegna