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Baby spacciatori a Sassari, il preside: «Spegnete gli smartphone e parlate con i vostri figli»

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Baby spacciatori a Sassari, il preside: «Spegnete gli smartphone e parlate con i vostri figli»

Date: May 19, 2019
Author: La Nuova Sardegna 50 Nessun commento

SASSARI. «Guardate negli occhi i vostri figli, parlate con loro, fatevi raccontare i loro sogni, ma soprattutto spegnete gli smartphone, dedicatevi ai ragazzi e ascoltateli, perché durante l’adolescenza è molto facile perdersi e niente e nessuno più della famiglia può salvarli da percorsi sbagliati».

Il blitz di qualche giorno fa della polizia locale, che ha portato all’individuazione e alla denuncia di sette studenti giovanissimi che spacciavano marijuana ai coetanei prima di entrare in classe, ha aperto uno spaccato su un fenomeno che non poteva più passare inosservato.

Lo scambio di droga e denaro – ma in qualche caso i giovanissimi pagavano le canne con fedi nuziali e altri gioielli prelevati a casa di nascosto – avveniva in via Turati tra le 7.50 e le 8.15 del mattino, poco prima dell’inizio delle lezioni.

Tra i primi a chiedere l’intervento del comando di via Carlo Felice è stato il dirigente delle Industriali Luciano Sanna. «Il piazzale di San Vincenzo in cui avveniva lo smercio di marijuana – spiega Sanna nel suo ufficio al primo piano dell’istituto tecnico industriale Angioy – è a pochi passi dalla nostra scuola. Sia il sottoscritto che molti insegnanti – aggiunge il dirigente scolastico – avevano notato quei movimenti inequivocabili sui gradini della chiesa». E poi subito dopo arrivava il riscontro sui banchi. «In più di un’occasione – racconta Luciano Sanna – alcuni ragazzi sono arrivati in aula “sballati” e poco lucidi, la prova che avevano fumato proprio prima del suono della campanella».

E in quei casi la scuola cosa può fare? «Ogni volta che è capitato – racconta Sanna – siamo intervenuti tempestivamente. Abbiamo avvisato i genitori e chiesto loro di aumentare la vigilanza. A scuola non mancano le occasioni di informazione sui rischi della droga, non solo quelli fisici ma anche le conseguenze penali – puntualizza il dirigente delle Industriali – ma è dalle famiglie e dalla società che ci aspettiamo di più, perché prendere una strada sbagliata è veramente un attimo». Durante le indagini, coordinate dal comandante della polizia locale Gianni Serra in accordo con la Procura dei minorenni di Sassari, i giovanissimi finiti nei guai sono stati osservati e seguiti con discrezione per un paio di mesi. Grazie all’ausilio di telecamere e di agenti infiltrati, la Procura minorile, diretta dal procuratore Elena Pitzorno, è riuscita a ricostruire dettagliatamente quello che avveniva tutte le mattina nel piazzale di San Vincenzo, quando i ragazzi di tutta provincia scendono dai pullman dell’Arst per recarsi a scuola. Un fenomeno che però secondo Sanna è sempre esistito. «Lavoro nella scuola dal 1989 e da dieci anni sono dirigente scolastico – spiega il preside delle Industriali – e il consumo di queste sostanze è sempre esistito. Grazie alla tecnologia e a nuove tecniche investigative – aggiunge Sanna – forse oggi è più semplice individuare i responsabili».

Dopo la denuncia da parte della Procura dei minorenni i sette giovanissimi rischiano anche di perdere l’anno scolastico?

«Direi proprio di no – risponde secco Luciano Sanna – la funzione della scuola non è quella di punire, ma di educare e riportare chi sbaglia sulla strada giusta. Ma per fare questo istituzione scolastica e forze dell’ordine non bastano – rimarca Sanna – le famiglie devono fare uno sforzo e parlare con i ragazzi. Ne va del loro futuro.

 


fonte: https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/03/16/news/spegnete-gli-smartphone-e-parlate-con-i-vostri-figli-1.17786198

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