«I licenziamenti effettuati e quelli annunciati in seguito al commissariamento e messa in liquidazione delle associazioni Allevatori regionale (Ara) e provinciali (Apa), sta di fatto paralizzando l’attività del comparto zootecnico isolano, che già soffre la limitazione dei servizi di assistenza tecnica finora garantiti dai lavoratori delle associazioni. La politica e le istituzioni trovino una soluzione immediata alla vertenza». Così Michele Orecchioni, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori Nord Sardegna, lancia l’allarme sulle difficoltà che sono costrette ad affrontare le aziende zootecniche sarde e sollecita un rapido intervento della Regione Sardegna per evitare l’accentramento a livello nazionale dell’assistenza in zootecnia e per garantire un futuro ai lavoratori di Ara e Apa. «Se non si agisce rapidamente si rischia di mettere in ginocchio migliaia di aziende agricole e di distruggere il patrimonio genetico e di selezione che in Sardegna ha raggiunto importanti e significativi risultati», continua Orecchioni. «Le scelte scellerate dell’Associazione Italiana Allevatori (Aia), non possono condizionare l’avvio di quella che ormai da più parti è considerata la via maestra: un organismo di certificazione, controllo e tenuta dei libri genealogici che, stante il fatto che la Sardegna detiene più del 50% del patrimonio zootecnico ovicaprino nazionale, deve trovare nell’Isola la sua nascita e crescita», propone il presiedente della Cia Nord Sardegna. «Va scongiurato il disegno dell’Aia di accentrare a livello nazionale l’assistenza tecnica in zootecnia e la gestione degli albi genealogici, considerato che la Regione Sardegna destina alle due strutture circa 18 milioni di euro l’anno». Per Cia Nord Sardegna è necessario correre ai ripari dopo il commissariamento e la messa in liquidazione delle associazioni della Sardegna, decisi da pochi, in assenza totale di confronto: «Adesso occorre accelerare il processo di riorganizzazione per portare una parte dei lavoratori Ara nell’Agenzia Laore e l’altra parte in un soggetto di nuova costituzione, controllato dalla Regione», propone ancora Michele Orecchioni. «La Cia pertanto», conclude il direttore provinciale Fabio Chessa, «nel dire no alle scelte calate dall’alto e in dispregio degli attori principali, si auspica che le azioni future vengano fatte nell’interesse di  chi davvero in tanti anni ha contribuito a creare le eccellenze della zootecnia sarda, ovvero le aziende zootecniche e i lavoratori».

fonte: Sassari Notizie