SASSARI. L’ultimo in ordine di tempo risale a sabato sera: una Punto grigia attraversa a forte velocità l’incrocio di viale Mancini, il semaforo è rosso. Da via dei Mille arriva una Fiat 600 che viene investita in pieno e fatta roteare di 360 gradi per poi fermarsi in via Berlinguer. Il giovane alla guida della Punto non accenna a fermarsi: riparte e fa perdere le tracce. Questa volta ci sono testimoni e immagini delle telecamere, le conseguenze per l’automobilista ferito sono serie ma non gravi. Stavolta è andata bene. Il ragazzo, un 24enne di Usini, è già stato rintracciato dagli agenti della polizia locale che sono andati direttamente a casa sua, hanno visionato l’auto danneggiata che era già in officina. Il giovane ha raccontato di essere scappato per paura di avere provocato un incidente molto grave. É stato denunciato per la fuga dopo l’incidente e per non avere prestato soccorso. Dall’inizio dell’anno sono ormai 32 (erano 31 fino al 30 novembre secondo le statistiche della polizia locale di Sassari) i casi di automobilisti che dopo avere provocato un incidente sono scappati senza curarsi delle condizioni dei feriti e, quindi dell’obbligo di prestare i primi soccorsi oltre che di dare l’allarme. Gli analisti che hanno preso in esame i dati degli ultimi due anni (sostanzialmente da quando è entrata in vigore la legge sul cosiddetto “omicidio stradale”, la 41 del 23 marzo 2016 ) sottolineano che la normativa – pur avendo aspetti di indubbia importanza – sembra avere prodotto effetti contrari. Ragionando sui numeri che riguardano Sassari si può rilevare che gli illeciti erano stati 2 nel 2015 (prima dell’entrata in vigore della nuova legge). L’anno seguente sono saliti a 8, mentre nel 2017 sono stati 14. E nel 2018, al primo dicembre, sono già 32. A leggere i dati e la loro collocazione temporale, sembra che dall’entrata in vigore della legge sull’omicidio stradale colposo e sull’incidente con lesioni personali stradali, si sia registrata una impennata delle fughe. A livello nazionale le omissioni di soccorso hanno fatto registrare una impennata del 20 per cento. Le motivazioni sono diverse: la prima è quella di evitare l’arresto (previsto in flagranza nelle situazioni codificate dalla norma) e la seconda è legata al fatto che il più delle volte gli incidenti sono causati da persone che con la fuga provano a nascondere il fatto di essersi messi alla guida ubriachi o sotto l’effetto di droghe. «La fuga del conducente rappresenta una aggravante – sottolinea il comandante della polizia locale di Sassari Gianni Serra – e comporta un aumento di pena che è non inferiore a 5 anni in caso di omicidio e tre anni per le lesioni. In quel momento, chi scappa ignora l’entità delle lesioni causate».

La legge 41 del 2016 ha introdotto gli articoli 589 bis e 590 bis del Codice penale: l’omicidio stradale è diventato un reato a se stante e si gradua su tre varianti. Si arriva a prevedere pene fino a 12 anni se chi guida sotto l’effetto di alcol e droga causa la morte di una persona. Ma la legge ha disposto una stretta anche in caso di “lesioni stradali”: «Si arriva a prevedere la reclusione da 4 a 7 anni per lesioni gravissime», afferma Gianni Serra. L’aspetto della fuga e dell’omissione di soccorso è una aggravante: « Oltre al reato di omicidio e lesioni stradali – dice Serra – si continua ad applicare l’articolo 189 del Codice della strada che – in caso di danni alle persone – stabilisce

l’obbligo per chiunque di fermarsi. Chi non lo fa è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni e la sospensione della patente da 1 a 3 anni. Chi non presta soccorso ai feriti va incontro alla reclusione da 1 a 3 anni e alla sospensione della patente da 18 mesi a 5 anni».

fonte: La Nuova Sardegna