SASSARI. Hanno risposto alle domande del gip Giancosimo Mura al quale hanno ribadito la propria innocenza spiegando perché le telecamere di videosorveglianza li avrebbero ripresi in quel terreno dove venne rubato l’escavatore.

Claudio Salis, 23 anni di Oristano e Anacleto Steri, 58, di Domusnovas ma residente a Oristano, sono stati arrestati dalla squadra mobile di Sassari lunedì scorso perché ritenuti due dei presunti componenti della banda di rapinatori che la sera del 30 maggio tentò l’assalto armato al caveau della Mondialpol a Sassari. Ai due il magistrato Enrica Angioni ha contestato anche il tentato omicidio di una guardia giurata in servizio quel giorno e contro la quale erano stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco. E ancora: il furto della terna poi utilizzata per compiere l’assalto, la detenzione e il porto illegale di armi e munizionamento da guerra.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Steri e Salis si sarebbero adoperati per consentire il furto della pala meccanica e di un pianale. Furto che era stato messo a segno a Santa Giusta, cinque giorni prima dell’assalto alla Mondialpol. Entrambi i mezzi erano parcheggiati in un piazzale accanto alla comunità di recupero dove gli arrestati erano ospitati in quel periodo. «Non erano senza fissa dimora – ha spiegato l’avvocato Anna Laura Vargiu che difende Steri – il mio assistito stava lì perché stava terminando la detenzione domiciliare, quella è una coop agricola che fa accoglienza e lui ci lavorava. Ha spiegato che passeggiava nel terreno dove c’era la terna perché ci portava il cane, e quindi capitava che si avvicinasse all’escavatore ma non certo per

verificare se e come rubarlo, come sostengono gli inquirenti». Quanto a eventuali rapporti tra i due arrestati: «Non avevano nulla in comune, si trovavano solo nella stessa cooperativa». Entrambi i legali (Salis è difeso da Paola Meloni) hanno chiesto la scarcerazione. (na.co.)

fonte: La Nuova Sardegna