OSILO. Era uno degli episodi che avevano destato allarme in paese, il borseggio avvenuto nel giorno di Pasqua, nella chiesa di Santa Lucia. Ma dopo poco più di un mese di indagini, i carabinieri sono risaliti alla presunta autrice del colpo, e nella giornata di ieri, i militari della stazione di Osilo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Senada Husovic, una 30enne nomade proveniente dalla Bosnia-Erzegovina ma domiciliata a Sorso.

Il fatto si era verificato lo scorso 1 aprile, giorno di Pasqua, quando nel bel mezzo della funzione religiosa, la Husovic si era introdotta nella chiesa di Santa Lucia e, approfittando del momento di preghiera dei fedeli, aveva sottratto dall’interno della borsetta di una donna osilese il portafoglio contenente denaro e carte di credito.

Non appena la derubata si era accorta del furto, aveva avvisato i militari dell’Arma della stazione locale che, fin da subito, avevano avviato le indagini volte a identificare gli autori del reato. Dopo ricerche capillari e articolate, favorite anche dall’attività di controllo del territorio, i carabinieri di Osilo sono riusciti a identificare la responsabile e a raccogliere sufficienti indizi di colpevolezza nei suoi confronti.

E l’autorità giudiziaria, concordando con le risultanze investigative dei militari dell’Arma, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della Husovic (peraltro già oggetto della misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno), che, tradotta al carcere di Bancali, dovrà ora rispondere del reato di furto aggravato e delle violazione relative alla misura di prevenzione.

Si tratta di un segnale importante, che forse non sarà sufficiente a restituire la serenità agli osilesi, ma che fa compiere un passo avanti in quella direzione.

Negli ultimi tempi, infatti, in quella che è sempre stata ritenuta un’ “isola felice” nell’hinterland sassarese, con la quasi totale assenza di episodi criminosi, si sono verificati diversi fatti che hanno in parte incrinato il clima di fiducia e di tranquillità che si respirava in cima al Tuffudesu.

Si sono ricordati, il furto al tabacchino, il tentativo di furto in farmacia, il furto con un bottino di diverse migliaia di euro al bar tabacchi di Gigi Marini, e da ultimo, l’ulteriore tentativo di furto al supermercato di via Brigata Sassari. Mentre l’incendio delle auto in via Lamarmora, avvenuto pochi giorni fa e che ha portato anche all’evacuazione degli appartamenti danneggiati dal fuoco, parrebbe da attribuire a un caso fortuito.

Fatti che hanno destato preoccupazione in paese, e che hanno portato nei giorni scorsi ad un incontro fra amministratori comunali, carabinieri e barracelli, per fare il punto della situazione. L’esito è stato un messaggio che mira a rasserenare gli animi, anche perché sono in corso le indagini sugli episodi citati, verrà potenziato il controllo del territorio da parte di carabinieri e barracelli,

mentre il Comune accelera sulla via della sottoscrizione del Patto per la sicurezza con la Prefettura e l’installazione della video-sorveglianza.

Nel frattempo, senza allarmismi, ma per una misura di elementare precauzione, sarà bene non lasciare porte o finestre aperte.

fonte: La Nuova Sardegna