SASSARI. L’esca più potente ed efficace sono i “Gratta e vinci”. Poi ci sono le slot machine, le scommesse sportive, il Lotto e anche il poker on line. Tutti giochi che, per legge, sarebbero vietati ai minorenni, ma ai quali il 63,67 per cento degli adolescenti sardi gioca normalmente. E fra loro c’è anche chi (il 26 per cento) lo fa in maniera compulsiva, buttando via la paghetta settimanale per inseguire una carezza della dea bendata. L’allarme gioco d’azzardo investe il mondo dei giovani e lo fa in maniera preoccupante, come dimostrano i dati dell’indagine “Progetto Selfie”, analisi sugli stili di vita giovanili, illustrati ieri sera al Civico di Sassari nel corso della giornata conclusiva del programma di sensibilizzazione “Azzardopatia – Scommettiamo su di te”, portato avanti come capofila dall’associazione Crew di Sassari, finanziato dall’assessorato regionale dell’Istruzione, con la collaborazione di amministratori, operatori del settore e comunità locali e il coinvolgimento degli istituti scolastici della Sardegna.

L’indagine. L’indagine, i cui risultati sono stati illustrati da Simone Feder, leader nazionale del movimento No Slot, ha preso in esame i comportamenti di 1302 studenti di 18 istituti secondari dell’isola. A loro, con un’età media di 17 anni, è stato chiesto di rispondere anonimamente a una serie di domande sul loro stile di vita: passioni, paure, passatempi, sogni, abitudini. E con un focus particolare sul gioco d’azzardo. Il 75 per cento dei ragazzi ha riferito di conoscere luoghi in cui è possibile giocare d’azzardo anche se si è minorenni. Il 63,67 per cento ha dichiarato di giocare o di avere giocato d’azzardo. La maggior parte di loro, il 48 per cento lo fa tentando la fortuna con i “Gratta e vinci”; il 34 per cento sfida le slot machine delle sale giochi o nei bar e tabacchi che le espongono al pubblico; il 28 per cento si affida alle scommesse sportive, soprattutto online, il 18 per cento dei ragazzi gioca al Lotto, Superenalotto e simili, e un altro 18 per cento si lascia rapire dal poker.

I rischi. Tutti cadono in una rete molto rischiosa, da cui spesso è difficilissimo liberarsi, rischiando serenità mentale e molti, troppi soldi. I ragazzi sanno che il gioco d’azzardo è un pericolo per sé e per le loro famiglie, ma pensano sia comunque un rischio calcolato, un mezzo lecito per tentare di arricchirsi. Per il 53,69 per cento degli studenti intervistati a spingere verso il gioco è la volontà di arricchirsi, per il 13, 52 per cento il gusto della sfida, per il 6,61 la noia. Un terzo dei ragazzi percepisce il gioco d’azzardo come un rischio, il 34,95 per cento come una malattia, il 2,92 per cento come un divertimento.

La famiglia. Pochi raccontano di avere un esempio di giocatore in famiglia: solo l’8 per cento dichiara che un parente stretto, un genitore o un fratello, giochi sistematicamente d’azzardo. La maggior parte, il 59% , dice comunque di conoscere giocatori incalliti. E in famiglia però trovano lo stimolo al gioco: il 36,8 % dichiara di avere utilizzato la prima volta gratta e vinci in compagnia con i genitori; Il 10,56 % con altri parenti. Su questi dati si sono confrontati al Civico, fra gli altri, Giulio Maciocco, tra i coordinatori del progetto e animatore degli incontri pubblici, il sindaco di Sassari, Nicola Sanna; Giusy Piccone, consigliera comunale di Alghero, e Gregorio Salis, che ha raccontato come il Serd affronta una malattia del nuovo millennio che è, appunto, l’azzardopatia. Questo a coronamento di una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione sui pericoli del gioco d’azzardo,

diretta soprattutto, ma non solo, sui giovani: oltre 50 incontri, per far emergere una dipendenza che nell’isola è in crescita, per arginare la quale si chiede una legge regionale che limiti la diffusione indiscriminata di trappole per adolescenti e altre categorie sociali a rischio.

fonte: La Nuova Sardegna