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Ad Alghero un giardino “protetto” per mettere in salvo le api

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Ad Alghero un giardino “protetto” per mettere in salvo le api

Date: May 26, 2019
Author: La Nuova Sardegna 15 Nessun commento

ALGHERO. Si intitola “Bee Garden project” ed è un progetto pilota per la tutela e l’incremento del patrimonio apistico nel bacino del Mediterraneo. L’ideatore è Davide Maffei, ambientalista convinto, innovatore per vocazione e algherese d’adozione. L’iniziativa, che ha trovato casa nelle aree rurali all’interno del territorio comunale di Alghero e del Parco naturale regionale di Porto Conte, è balzata agli onori della cronaca nei giorni scorsi per aver ricevuto una menzione speciale nell’ambito della prima edizione del premio internazionale “Mediterraneo Patrimonio dell’Umanità”, con cui si è concluso il primo “Nautic Event 315°”, organizzato ad Alghero da Camera di Commercio, Assonautica e numerosi partner pubblici e privati.

Maffei ha ricevuto l’attestato insieme a Valentina Pala, algherese, uno degli architetti del paesaggio che stanno lavorando all’iniziativa. «Si tratta di realizzare il primo polmone apistico strutturato del mondo in un periodo storico di grandissima difficoltà per le api», chiarisce Maffei. «Nel corso degli ultimi anni in Italia si sono registrate perdite di api tra cento e mille volte maggiori rispetto a quanto osservato in passato», prosegue. «Invertire la rotta è necessario e possibile – assicura – con il nostro progetto ci stiamo impegnando affinché la rivoluzione parta proprio dalla Sardegna, dal centro del Mediterraneo». Sinora diverse aziende locali si sono dimostrate interessate ad adottare porzioni del “Bee Garden” e i promotori sono «fiduciosi rispetto al fatto che se ne aggiungeranno presto altre». Fanno parte del team di progetto anche un altro architetto del paesaggio, Matteo Ercole, l’esperto di api Marco Piu e Stefano Tortini, che ne segue la comunicazione. Chi fosse interessato può mettersi in contatto con loro attraverso beegardenproject@gmail.com.

La drammatica diminuzione delle api è considerata come una delle spie degli effetti negativi dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Già messi in difficoltà dall’uso massiccio dei pesticidi, ora gli impollinatori devono fare i conti con questa nuova minaccia, che mette a rischio il 70% della produzione agricola per la nostra alimentazione. Come riferiscono alcune riviste di settore, secondo i dati forniti dagli apicoltori italiani dell’Unaapi la produzione di miele, a causa della siccità del 2017, è calata dell’80%. Proprio per le conseguenze della siccità, i fiori non secernono più nettare e polline e le api rischiano di non riuscire impollinare

le colture agricole. La relazione tra il cambiamento climatico e il rischio per api e impollinatori è stata analizzata in una “Ricerca su possibili influenze dei fenomeni climatici e ambientali quali fattori determinanti”, del Centro Ricerche di Bioclimatologia dell’Università di Milano.


fonte: https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/05/11/news/un-giardino-protetto-per-mettere-in-salvo-le-api-1.17815312

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