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Oltre 3mila prestazioni erogate a Sassari da Emergency

Da anni Emergency tutela il diritto alla salute di cittadini stranieri, persone migranti, persone in condizioni di fragilità e povertà, è infatti limitato da barriere burocratiche, linguistiche ed economiche che, insieme alle complessità amministrative, rappresentano veri ostacoli all’accesso alle cure.
L’anno scorso nei due ambulatori di Sassari sono state erogate 3.364 prestazioni socio-sanitarie e sono state 889 le persone supportate, equamente ripartite tra italiani e stranieri.
Le oltre 3 mila prestazioni sono così suddivise: 1.760 prestazioni di mediazione culturale e orientamento socio-sanitario; 1.243 prestazioni infermieristiche e 361 prestazioni di medicina generale. Negli ambulatori sono inoltre fornite indicazioni su come gestire le terapie croniche e si organizzano corsi di educazione sanitaria individuali o di gruppo.
Le due strutture di Emergency sono situate nel quartiere di Santa Maria di Pisa e in via Monte Grappa. Garantiscono servizi di cura gratuiti e orientamento socio-sanitario a cittadini italiani e stranieri in difficoltà.
Gli ambulatori fanno parte di Programma Italia, il progetto con cui Emergency dal 2006 offre nel Paese servizi di cura a persone indigenti e in stato di bisogno spesso escluse dal Servizio Sanitario Nazionale.
Sara Chessa, coordinatrice dell’ambulatorio fisso sassarese, spiega: «Riusciamo a raggiungere utenze diverse. Ci occupiamo di persone indigenti migranti e straniere che non riescono ad avere un medico di base e a iscriversi nel Servizio Sanitario Nazionale. Offriamo visite di medicina generale, infermieristiche e orientamento socio-sanitario per inserirle nella sanità pubblica. Riusciamo a raggiungere anche italiani in stato di bisogno che abbiamo visto aumentare negli anni. Per esempio, persone anziane che non ricevono risposta dal proprio medico di base, non riescono a prenotare una visita o non hanno la possibilità di pagare un ticket sanitario. Hanno bisogno di aiuto perché senza un adeguato supporto non si curerebbero».© Riproduzione riservata

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