in

Mal di gola letale, un karateka muore per setticemia

Un forte mal di gola, un primo tentativo di cura, poi dopo un passaggio al pronto soccorso il ricovero. Ma nulla ha permesso di evitare la morte per una presunta setticemia di Loris Comparin, 46 anni, di Thiene (Vicenza) quattro volte campione del Mondo di karate e svariate volte oro in Italia.    

   Una vicenda che, su spinta dei genitori dell’uomo, ha varcato la soglia della Procura di Vicenza, che ha aperto un’inchiesta allo scopo di valutare se vi siano state responsabilità nel decesso. La Procura ha già disposto l’autopsia e contestualmente ha annullato il funerale che era previsto per domani ad Arsiero (Vicenza). I genitori di Comparin, assistiti dall’avvocato Gaetano Calapai, vogliono capire se Loris, padre di una bambina, si sarebbe potuto salvare.

   “Era amato da molti e tutti lo ricordano come un uomo sempre allegro, sorridente e pieno di vita. Era una persona onesta e di buon cuore. La sua passione per la vita era contagiosa e si rifletteva nel suo approccio al karate – dice il padre Oscar Comparin – Possedeva incredibili capacità atletiche e, grazie all’esperienza, aveva sviluppato nel tempo una notevole competenza tattica. Loris non era solo un grande atleta, ma anche un grande insegnante: ha sempre saputo trasmettere con bravura e professionalità la sua competenza ai suoi allievi del Centro sport Thiene che gestiva con molta passione”.    

   Comparin a metà maggio era stato colpito da una fastidiosa tonsillite, con forti dolori alla gola e febbre alta. Il 14 maggio – ricostruiscono i familiari – era andato dal medico di base, che gli aveva prescritto dei farmaci. Poiché la cura si era dimostrata inefficace quindi, il 15 si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di Santorso, dove è stato visitato e dimesso. Tornato a casa il 46enne ha continuato a sentirsi male tanto che il giorno dopo è tornato al pronto soccorso e i medici hanno deciso, a questo punto, di ricoverarlo. Intanto l’infezione alla gola si era estesa.

   Oscar Comparin racconta: “ha lottato due settimane, restando fra la vita e la morte, ma nonostante la sua forza fisica e la sua tenacia non ce l’ha fatta. È terribile perdere un figlio in questa maniera – conclude il padre -. Per questo abbiamo deciso di chiedere degli approfondimenti. Non vogliamo vivere con il dubbio di non avere fatto tutto quanto era in nostro potere”.  

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’articolo su: Ansa.it

Ansa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GIPHY App Key not set. Please check settings

L’Università Palermo interrompe gli accordi Erasmus con Israele

Sassari-Alghero, Sandro Ascione muore nel tir precipitato dal cavalcavia