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Omicidio Cozzolino, testimonianza choc al processo

«Urlava: ‘vado a fuoco, vado a fuoco’. Era una torcia umana». Racconto choc quello dell’autista del bus che l’11 maggio 2022 in via Petta, a Olbia, soccorse Toni Cozzolino spegnendo con un estintore le fiamme che lo avvolgevano. Una testimonianza che ha fatto calare il gelo stamattina nell’aula della Corte d’assise di Sassari, dove si celebra il processo per omicidio nei confronti di Davide Iannelli, 48 anni di origini napoletane, vicino di casa della vittima.

L’imputato, reo confesso e difeso dagli avvocati Cristina e Abele Cherchi, è accusato di aver bruciato vivo Cozzolino cospargendolo di benzina e appiccando le fiamme con un accendino. L’uomo morì in ospedale dopo dieci giorni di agonia.

Oggi davanti alla Corte hanno deposto due testimoni, chiamati in aula dal pm Daniele Rosa: l’autista del bus che prestò soccorso per primo a Cozzolino e il benzinaio dove Iannelli si rifornì di benzina pochi minuti prima di commettere l’omicidio. La testimonianza di quest’ultimo potrebbe essere determinante per stabilire se l’imputato avesse premeditato l’aggressione, come sostengono il pm e gli avvocati di parte civile Giampaolo Murrighile e Antonio Fois.

Il teste ha confermato che Iannelli si servì del distributore automatico e lo vide inchinarsi come se stesse riempiendo un contenitore con la pompa, ma non ha potuto vedere se e cosa abbia effettivamente riempito.

Drammatico il racconto dell’autista del bus: era fermo al capolinea con le porte aperte e ha visto arrivare Cozzolino avvolto dalle fiamme mentre tentava di salire sul mezzo. Preso l’estintore in dotazione al bus, l’autista era poi riuscito a spegnere il fuoco, ma le condizioni di Cozzolino erano apparse subito disperate: «Era ancora vivo, ma praticamente carbonizzato. Anche il volto era completamente bruciato», ha spiegato.

Oggi era attesa anche la testimonianza della moglie di Cozzolino, Magdalena Murawska, ma la donna è rimasta bloccata in Polonia: è in condizioni psicologiche molto fragili e ha chiesto di essere sentita in una prossima udienza.

Battaglia in aula per l’utilizzo dei verbali delle dichiarazioni di Rosa Bechere, moglie di Iannelli e sparita nel nulla un anno fa.

Il processo è stato aggiornato al 17 ottobre.

(Unioneonline/v.l.)

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