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I 182mila studenti sardi tornano in aula ma non mancano i disagi

 Qualcuno è già entrato a scuola. Gli altri lo faranno domani. Ma c’è almeno un caso che tiene 180 famiglie con il fiato sospeso: solo questo pomeriggio gli alunni delle primarie di via Stoccolma a Cagliari sapranno dove e quando prenderanno posto nel loro banco. Il problema è legato alla inagibilità della scuola di Genneruxi. Ieri è saltato il consiglio di istituto che avrebbe – tramontata l’ipotesi tende – potuto sbloccare la situazione con il trasferimento degli studenti alla Italo Stagno di via Is Mirrionis. Oggi il secondo tentativo per provare a rispondere presente al primo appello.
    Gli studenti sardi che tornano a scuola sono complessivamente 182.171. I dati arrivano dall’Ufficio scolastico regionale. A loro vanno aggiunti gli alunni delle scuole paritarie. A Cagliari gli studenti sono 83.333, a Nuoro 24.862, a Oristano 16.284, a Sassari 5.7692. Il grosso degli eserciti alle superiori: 32.464 a Cagliari, 9.539 a Nuoro, 6.418 a Oristano, 22.362 a Sassari. Per un totale di 70.833 ragazzi. Per l’infanzia prima campanella per 20.490 bambini (8890 Cagliari, 3066 Nuoro, 1928 Oristano, 6606 Sassari), per la primaria 52.731 (24267 Cagliari, 7183 Nuoro, 4681 Oristano, 16.700 Sassari). Per la secondaria di primo grado, le medie al lavoro 38.167 ragazzini (17.712 Cagliari, 5074 Nuoro, 3257 Oristano, 12.024 Sassari). Dall’Ufficio scolastico regionale rassicurazioni sulla presenza di maestri e professori: grazie al sistema informatizzato sono state regolarizzate nei giorni scorsi le ultime supplenze. E, tranne qualche caso, i docenti dovrebbero essere tutti al loro posto.
    Tasto dolente è sempre quello del sostegno per gli studenti disabili: i docenti specializzati sono pochi rispetto alle esigenze. E non ci saranno gli educatori: “Ogni anno il servizio di assistenza specialistica scolastica non ha inizio con la ripresa delle lezioni – si legge in una protesta appello del Comitato Diritti Educatori/Educatrici Professionali Sardegna – ma diverse settimane (a volte mesi) più tardi. Gli alunni fruitori del servizio rimangono senza il supporto della figura educativa, con il rischio di non essere inseriti in classe, venendo così meno il diritto all’istruzione come strumento per il pieno sviluppo della persona umana”.
    Dall’Ufficio scolastico arrivano i migliori auguri a tutte le componenti (dirigenti personale amministrativo, docenti, alunni) del mondo della scuola. Ma alla Giusy Devinu in via Meilogu a Cagliari c’è qualche problema: “Mi raccontano i genitori – spiega il consigliere comunale Pd Fabrizio Marcello – che da circa due settimane i cassonetti sono stati incendiati, i bambini non possono uscire nel cortile sia per i lavori, sia per i rifiuti”. Pronta un’interrogazione. Non in classe, ma in assemblea civica. “Fa male vedere che i nostri figli vengano accolti in questo modo”.
    Futuro non roseo per l’istruzione nelle zone interne: previsti per il prossimo anno dieci tagli di autonomie scolastiche nel Nuorese. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi: i sindaci sono giá sul piede di guerra. Prima richiesta: rivedere le regole sui numeri degli studenti per l’ottenimento dell’autonomia. Anche perché gli eventuali accorpamenti costringerebbero le famiglie e gli studenti a viaggi quotidiani per andare a scuola.
   

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