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“La Venere in pelliccia” di Ligios e Gonzalez conquista il pubblico dello SpazioBunker

Sassari. Ieri, nei locali dello SpazioBunker, si è tenuto il quarto appuntamento della rassegna “Teatri in via d’estinzione”, organizzata dalla compagnia Meridiano Zero.
La regia di Giuseppe Ligios e Aaron Gonzalez, le luci di Tony Grandi e i costumi di Manuel Casati hanno creato una “Venere in pelliccia” – produzione Teatro d’Inverno – molto suggestiva. I due attori, Giuseppe Ligios e Antonello Foddis, hanno riadattato per il teatro la sceneggiatura “Venus in Fur” di David Ives, pellicola di Roman Polański del 2013, ispirata all’omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, scrittore e giornalista austriaco di origini ucraine che ha dato il nome al termine “masochismo”.

L’ambientazione è quella di un teatro di periferia parigino, nel quale si è appena conclusa un’intensa e improduttiva giornata di audizioni. La ricerca riguarda l’attrice che dovrà ricoprire il ruolo di protagonista de “La Venere in pelliccia”. Quando ormai sono andati via tutti, fuori orario, arriva Wanda Jordan, in maniera confusionaria e dirompente, chiedendo di poter sostenere il provino. L’unico presente è Thomas, il regista – e adattatore – del testo. Thomas è stanco e vuole solo tornare a casa, dalla sua compagna Marie Cécile, ma non riesce a contrastare l’insistenza e l’esuberanza dell’aspirante interprete. Stremato, e costretto a desistere a causa di un forte temporale, accetta di proseguire l’audizione.

Difficile (e inutile) raccontare i dettagli dello spettacolo, che hanno lasciato il pubblico sospeso su una corda fatta di ironia, stupore e apprensione. Perché Wanda si rivela presto non chi interpreta, seguendo una traccia, ma chi detta le regole dell’intera pièce, rivoluzionando il copione. I due diventano l’alter ego dei due protagonisti letterari – Wanda von Dunayev e Severin von Kushemski – e iniziano un dialogo fatto di considerazioni sul ruolo della donna nel testo e nel presente. Il concetto di adattare produzioni artistiche del passato alla sensibilità di oggi è un tema molto battuto, di questi tempi. Ma nello spettacolo diretto da Aaron Gonzalez e Giuseppe Ligios si va oltre. Si rompono gli schemi mentali e i luoghi comuni che gestiscono le relazioni tra uomo e donna, mettendo in luce fantasie remote avvolte di forte erotismo. Chi domina e chi subisce la dominazione, nella dicotomia uomo/donna? Chi seduce e chi si lascia sedurre? C’è davvero molta differenza tra il 1870 e il 2023, quando si parla di rapporto di coppia? La narrazione genera in ossessione, aprendo interessanti squarci di riflessione. Niente è scontato, in questo riadattamento, poiché la visione maschile è predominante, anche quando si parla di cliché sessisti.

La rassegna “Teatri in via d’estinzione”, iniziata il 14 gennaio, ospita ogni due settimane proposte di diverse aree artistiche: musica, teatro contemporaneo, danza, performance, incursioni multimediali. Il prossimo appuntamento è fissato per l’11 marzo, alle ore 21.00, con “Choro e otras coisas”, concerto alle radici della musica brasiliana. Presente il master duo composto da Graziano Solinas e Davide Soddu.

Daniela Piras

Credito foto: Daniela Piras

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